La leggenda di santa Margherita

Ms. London, B. L. Egerton 877, f. 7r (XIV sec.)

Manoscritto in cui è trascritto il racconto della Passione di santa Margherita

Come per qualsiasi avversità o malattia, anche nel caso del parto era abitudine raccomandarsi ad alcuni santi che per ragioni da connettere a episodi delle loro Vitae, o a eventi riferiti al culto delle loro reliquie, ottennero di essere tra i più invocati dalle partorienti: dei veri e propri  ‘specialisti’ del parto. Tra questi spicca santa Margherita, la martire di Antiochia. La sua fama era diffusa su un’ampia geografia data la vasta circolazione del racconto della sua vita e del martirio subito nei primi secoli del cristianesimo. Redatto prima in greco, poi tradotto in latino e volgarizzato in varie lingue con alcune varianti fra una versione e l’altra, il racconto raggiunse in Occidente una popolarità crescente dal XII secolo.

La leggenda narra della santa che, per il suo rifiuto a rinnegare la fede cristiana e andare in sposa al prefetto di Roma, patì inimmaginabili supplizi, prima di essere infine decapitata. Tra le pene subite mentre era rinchiusa in carcere figura anche l’incontro con il demonio, sotto le spoglie di un dragone, che la inghiottì. La santa riuscì comunque a salvarsi grazie al segno della croce: la forza del gesto fu tale che il ventre del nemico si squarciò e Margherita rimase illesa. L’episodio, di grande impatto simbolico, è normalmente richiamato per spiegare la ragione dell’invocazione a Margherita da parte delle partorienti. È più probabile che il motivo sia da ricercare nelle parole incluse nella preghiera che la tradizione vuole che sia stata composta dalla santa. Infatti in molte versioni del racconto della Vita, sia in latino sia nelle varie lingue vernacolari, si legge che questa, poco prima di essere decapitata, ottenne dal prefetto il tempo per raccogliersi in preghiera e chiedere a Dio la grazia di essere di aiuto ai fedeli, che in futuro l’avessero invocata o che avessero letto il libro con la storia della sua vita. Nella sua orazione Margherita ricorda soprattutto le partorienti, promettendo il suo costante aiuto per salvaguardare sia la loro vita sia quella del loro bambino al momento della nascita.

Lo stesso manoscritto presenta la camera di una partoriente e la trascrizione di invocazioni per il parto:

f. 12r … Esci infante, Cristo ti chiama. Nel nome del Figlio, esci infante, Cristo ti comanda. Nel nome dello Spirito Santo, esci infante, Cristo ti guida e ti invita al battesimo, [lui] che ha sofferto per te e dal suo fianco ha prodotto l’acqua del battesimo, e ha reso rosso il battesimo con il suo sangue. Elisabetta ha partorito Giovanni, Anna ha partorito Maria, la Vergine Maria ha partorito Cristo, il Salvatore del mondo che ti liberi [a questo punto doveva essere pronunciato il nome della partoriente] dal parto e dai tuoi dolori, Amen. Se sei maschio o femmina, vivo o morto, vieni fuori, perché Cristo ti chiama, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, amen. Il Padre è l’alfa e l’omega, il Figlio è la vita, lo Spirito Santo è la medicina…

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