
Michele Savonarola, Practica maior, Venezia, Iuntas, 1559, f. 272r.
Michele Savonarola aveva minuziosamente descritto la sedia da parto nel suo trattato in volgare ferrarese. Questa, dotata di braccioli e di un alto schienale, presentava una cavità nella seduta «sí che la creatura descendere possa habelmente, et anco la madre sedere». Il medico promette anche di includere un’immagine dell’oggetto («E per esser meglio enteso, depinzerò pur a la grossa tal mia catedra, come pare in lo margiene»), sebbene purtroppo in nessuno dei manoscritti che trasmettono il trattato l’immagine sia stata inclusa. In compenso la sedia è raffigurata in edizioni a stampa cinquecentesche del suo trattato in lingua latina, la Practica maior. Il disegno non corrisponde però alla descrizione, la stessa del testo in volgare, e rimanda piuttosto a un oggetto di foggia rudimentale: uno sgabello costituito da due assi collegate ad angolo acuto che certo nulla ha di regale.
Troviamo finalmente l’immagine della sedia descritta dal Savonarola nel Rosengarten di Eucharius Rösslin, opera in cui viene mutuato in gran parte il testo del medico ferrarese.

Eucharius Rösslin, Der Schwangeren, Frauen und Hebammen Rosengarten, Augsburg, Steyner, 1528, Cii verso
